domenica 31 dicembre 2017

Un buon 2018 e tante nuove letture!

Ci siamo: sta per iniziare l'anno 2018.

E' un momento di buoni propositi e auguri. In un qualche modo è un momento di rilancio, sebbene l'anno educativo e scolastico sia in corso (e in corsa!). Al rientro dalla vacanze ci sarà un nuovo slancio e tanta energia con l'orto pronto ad accogliere le giornate che si allungano e a superare gli ultimi freddi per proiettarsi nel rigoglio primaverile.

Questi giorni di vacanza sono giorni buone per il riposo, il viaggio e gli incontri, ma anche per le letture. Ecco allora che cliccando qui è possibile trovare tutti i nostri consigli per leggere di orti e dintorni.

Buon 2018, ricco di orti e di scoperte!



martedì 19 dicembre 2017

Corso orti scolastici e giardini educativi - Roma, 3 e 4 marzo 2018

Torna il corso dedicato agli orti scolastici e ai giardini educativi. Questa volta si svolgerà a Roma, nel Parco dell'Appia Antica.



Si svolgerà nei giorni 03 e 04 marzo a Roma, nel Parco dell'Appia Antica, la nuova edizione del corso dedicato agli orti scolastici e ai giardini educativi.

Il corso si prefigge lo scopo di fornire competenze e conoscenze per avviare percorsi educativi e didattici facenti uso di spazi esterni di scuole e nidi d'infanzia in cui realizzare orti e giardini educativi.

Ecco le principali caratteristiche del corso:

- Destinatari: insegnanti, educatori, operatori della didattica e dell'educazione ambientale e chiunque interessato, a vario titolo, alle tematiche descritte, inclusi i genitori degli studenti.

- Durata: 16 ore in un week-end, da sabato mattina a domenica pomeriggio, nei giorni 03 e 04 marzo 2018

- Modalità: didattica frontale, momenti di discussione in plenaria, laboratorio manuale e visita agli spazi ortivi dell'Hortus Urbis (compatibilmente con le attività in svolgimento negli orti)

- SedeComplesso Ex-Cartiera Latina, all'interno del Parco dell'Appia Antica, in Via Appia Antica, 42, 00179 Roma (RM)

- Costi di partecipazione: € 180,00 (centoottanta/00) a persona (IVA inclusa). 

La quota comprende: partecipazione al corso, dispensa, documenti e materiali utili per il lavoro forniti su pen drive del partecipante (da portare in occasione del corso), n.1 copia del libro “L'orto delle Meraviglie” di Emilio Bertoncini (MdS editore). Sono esclusi dalla quota vitto, alloggio e quanto non specificamente menzionato.

- Docenti:

Emilio Bertoncini, è agronomo e guida ambientale. Vincitore di una menzione speciale dell'Agricoltura Civica Award 2013, collabora con la Regione Marche per il progetto Ortoincontro riguardante i temi degli orti urbani e scolastici. E’ stato coinvolto in vari progetti formativi e educativi connessi all'orto e al giardino per le Conferenze Zonali dell'Istruzione di Lucca, Pistoia e Valdinievole e per i comuni di Montale (PT) e Quarrata (PT) e nella formazione delle educatrici dei nidi privati del Comune di Prato (PO). E' autore dei libri “Orticoltura (eroica) urbana” e “L'orto delle Meraviglie” e curatore di “Evviva l’orto che ci fa sporcare – la biodiversità agraria delle Marche entra a scuola” edito dalla Regione Marche.

Nicoletta Caccia: esperta di orto-giardinaggio riabilitativo e didattico, progetta, sviluppa e conduce attività mirate alla socializzazione, al miglioramento dello stato psichico e fisico, al recupero di capacità o di abilità compromesse. Si dedica, in particolare, a progetti e ad attività all'interno delle scuole e in case famiglia con bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni. Collabora con scuole, enti e centri di formazione professionale in progetti di didattica ambientale e terapia orticolturale.

Iscrizioni: da perfezionare entro le ore 20:00 del 12/02/2018 mediante versamento anticipato della quota di iscrizione.

- Informazioni e iscrizioni: per richiedere informazioni, ricevere il programma didattico dettagliato o effettuare le preiscrizione è sufficiente scrivere all'indirizzo info@ortiscolastici.it

- Nota bene: il corso NON è accreditato per la carta / bonus docente.

venerdì 20 ottobre 2017

Evviva l'orto che ci fa sporcare!

«Evviva l’Orto che ci fa sporcare! - la Biodiversità agraria delle Marche entra a scuola» è una pubblicazione edita da ASSAM e Regione Marche nata per dotare tutte le scuole marchigiane di uno strumento guida per la realizzazione di esperienze di orticoltura didattica a scuola. La pubblicazione coniuga la libertà progettuale dei singoli istituti scolastici con un orientamento generale capace di costituire un vero e proprio format regionale. Durante la stesura una particolare attenzione è stata posta nel tentativo di orientare gli orti scolastici verso l’agricoltura biologica e la salvaguardia delle specie e varietà inserite nel Repertorio Regionale della Biodiversità Agraria. 

La pubblicazione è stata curata da Emilio Bertoncini e dal gruppo di lavoro "Orti scolastici e biodiversità agraria" di ASSAM e Regione Marche di cui fanno parte Ambra Micheletti, Mauda Moroni, Claudia Margaritelli, Stefano Battisti e Leornardo Valenti.

Il volume è scaricabile al seguente indirizzo: https://goo.gl/4oxgMw

venerdì 29 settembre 2017

Evviva l'orto che ci fa sporcare - la presentazione ufficiale

5 ottobre 2017 - Ad Ancona si presenta la nuova pubblicazione dedicata agli ORTI SCOLASTICI


Il gruppo tecnico "Orti scolastici e biodiversità agraria", l'ASSAM e il Servizio Politiche agroalimentari della Regione Marche invitano i Dirigenti Scolastici e gli insegnanti referenti ed interessati a progetti di orticoltura scolastica di tutti gli Istituti della Regione Marche (scuole d’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado, statali e paritarie, nonché Direzioni Didattiche) all'evento del 5 ottobre 2017 presso la Sala verde - Palazzo Leopardi - Regione Marche.

Nel corso della giornata, che avrà inizio alle ore 10, verranno presentati sia la pubblicazione «Evviva l’Orto che ci fa sporcare! - la Biodiversità agraria delle Marche entra a scuola», una guida per la progettazione degli orti scolastici verso l’agricoltura biologica e la salvaguardia delle specie e varietà inserite nel Repertorio Regionale della Biodiversità Agraria, sia il nuovo bando di concorsoregionale “ORTI SCOLASTICI EBIODIVERSITA’ AGRARIA - a.s.2017-2018”.

Nel corso dell’evento verrà consegnata copia della pubblicazione fino ad un massimo di 2 volumi per ogni plesso scolastico. Successivamente, il testo sarà reso disponibile attraverso il sito web di ASSAM www.assam.marche.it.

La pubblicazione è stata curata da Emilio Bertoncini e dal gruppo di lavoro"Orti scolastici e biodiversità agraria" di ASSAM e Regione Marche di cui fanno parte Ambra Micheletti, Mauda Moroni, Claudia Margaritelli, Stefano Battisti e Leornardo Valenti.


mercoledì 2 agosto 2017

Corso orti scolastici e giardini educativi - 30 settembre e 01 ottobre 2017

Torna, arricchito nei contenuti e da una nuova docente, il corso dedicato agli orti scolastici e ai giardini educativi. Altra novità rispetto al passato sarà la sede.

Si svolgerà nei giorni 30 settembre e 01 ottobre a Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno e a breve distanza da San Benedetto del Tronto, la nuova edizione del corso dedicato agli orti scolastici e ai giardini educativi.

Il corso si prefigge lo scopo di fornire competenze e conoscenze per avviare percorsi educativi e didattici facenti uso di spazi esterni in cui realizzare orti e giardini educativi.

Ecco le principali caratteristiche del corso:

  • Destinatari: insegnanti, educatori, operatori della didattica e dell'educazione ambientale e chiunque interessato, a vario titolo, alle tematiche descritte.
  • Durata: 16 ore in un week-end, da sabato mattina a domenica pomeriggio, nei giorni 30 settembre e 01 ottobre 2017.
  • Modalità: didattica frontale, momenti di discussione in plenaria, laboratorio manuale e visita a spazi ortivi.
  • Sede: l'intero corso si svolgerà presso il Centro di Educazione Ambientale "Oasi La Valle" posto in Via Piave, 58 a Spinetoli (Ascoli Piceno, a breve distanza da San Benedetto del Tronto)
  • Costi di partecipazione: € 195,00 (centonovantacinque/00) a persona (IVA inclusa). La quota comprende: partecipazione al corso, dispensa, documenti e materiali utili per il lavoro forniti su pen drive del partecipante (da portare in occasione del corso), n.1 copia del libro “L'orto delle Meraviglie” di Emilio Bertoncini (MdS editore). Sono esclusi dalla quota vitto, alloggio e quanto non specificamente menzionato. Al raggiungimento del numero minimo di iscritti sarà offerta un’iscrizione gratuita a due docenti di scuole di aree colpite dal terremoto. Il corso non è accreditato per la carta / bonus docente.
  • Iscrizioni: da perfezionare entro le ore 20:00 del 25/09/2017 mediante versamento anticipato della quota di iscrizione.
  •  I docenti:
    • Emilio Bertoncini: agronomo e guida ambientale, vincitore di una menzione speciale dell'Agricoltura Civica Award 2013. Collabora con la Regione Marche per il progetto Ortoincontro riguardante i temi degli orti urbani e scolastici. Coinvolto in vari progetti formativi ed educativi connessi all'orto e al giardino per le Conferenze Zonali dell'Istruzione di Lucca, Pistoia e Valdinievole e per i comuni di Montale (PT) e Quarrata (PT). E' autore dei libri “Orticoltura (eroica) urbana” e “L'orto delle Meraviglie”.
    • Nicoletta Caccia: esperta di orto-giardinaggio riabilitativo e didattico, progetta, sviluppa e conduce attività mirate alla socializzazione, al miglioramento dello stato psichico e fisico, al recupero di capacità o di abilità compromesse. Si dedica, in particolare, a progetti e ad attività all’interno delle scuole e in case famiglia con bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni. Collabora con scuole, enti e centri di formazione professionale in progetti di didattica ambientale e terapia orticolturale.
  • Il corso sarà attivato con un numero minimo di 15 iscritti.
  • Informazioni e iscrizioni: per richiedere informazioni, ricevere il programma didattico dettagliato o effettuare le preiscrizione è sufficiente scrivere all'indirizzo info@ortiscolastici.it
  • Patrocini concessi: "Con il patrocinio del Centro Studi Formazione Nazionale Lagap" - www.lagap.org




[NB. L'immagine in apertura si riferisce all'ultima edizione del corso svolta a Lucca]

venerdì 21 luglio 2017

Cosa succede all'orto scolastico in estate?

Il titolo di questo post è la più classica delle domande e ammette più risposte Proviamo a vederne alcune.

La prima, quella che spesso mette in difficoltà sul piano tecnico, è la seguente: l'orto scolastico in estate può non esistere. Se non ci sono le condizioni per la cura dell'orto (manca l'acqua, non si può entrare nella scuola, nessuno è disponibile), la cosa migliore è progettare un orto che preveda la raccolta di tutti gli ortaggi a fine anno scolastico e il riposo estivo. Patate, ravanelli, carote, lattughe, piselli, fave e altri ortaggi possono aiutarci in questo. Lo stesso vale per alcuni cereali che possono trovare il loro spazio nell'orto, come grano e orzo. L'importante è che l'orto nasca durante l'anno scolastico e non alla fine di quest'ultimo, in primavera, quando si cade facilmente nella tentazione di piantare ortaggi a ciclo primaverile - estivo. Nelle partenze tardive è meglio comporre una scacchiera di lattughe da raccogliere prima della fine dell'anno scolastico. Purtroppo, non sempre ci si riesce e lo spettacolo dell'orto che muore è l'antitesi educativa del progetto di orticoltura didattica. Questa risposta / ipotesi non va molto d'accordo con chi vive in montagna e trova nel periodo estivo l'unico momento in cui far crescere gli ortaggi.

Una seconda risposta è che l'orto può migrare dove qualcuno se ne potrà prendere cura. Questo è possibile quando si coltiva in contenitori facilmente spostabili. Una soluzione di questo tipo può richiedere una certa progettazione e di questa fa parte l'individuazione di chi è disponibile a portare "a casa" l'orto. Potrà trattarsi degli insegnanti o di altre figure interne alla scuola, ma anche delle famiglie e dei bambini.
In quest'ultimo caso si potrebbe pensare ad una pre-adozione di piccoli orti che i bambini seguiranno a casa durante l'estate. Gli orticelli realizzati in cassetta o altri piccoli contenitori possono nascere a scuola e poi vivere la loro estate a casa dei bambini. Al rientro a scuola potranno dare vita ad uno storytelling in cui racconto, disegni e fotografie rendono l'orto nuovamente condiviso all'interno della classe. Non sfugga il fatto che una soluzione di questo tipo coinvolge la famiglia sia in un "fatto della scuola", sia nelle gestione di un micro-orto, cioè il quel produrre cibo che potrebbe insegnare molte cose, dal senso della cura alla stagionalità degli ortaggi.

La terza risposta, capace di aprire molti scenari e riflessioni, è questa: "in estate si continua a curare l'orto scolastico". Perché questa accada sono necessarie alcune cose. Prima di tutto, il progetto dell'orto deve aver previsto gli ortaggi estivi. Non è cosa difficile, perché in primavera la tentazione di piantare pomodori, peperoni e melanzane è forte, così come quella di seminare mais e fagioli. La scuola deve disporre di un approvvigionamento idrico accessibile in estate e lo spazio dell'orto deve essere accessibile. Nella prima parte dell'estate non è improbabile che il personale ATA della scuola sia ancora al lavoro. In alcune scuole i bidelli sono in servizio anche nel mese di luglio, così come il personale di segreteria, e, se coinvolti nel progetto e compensati con la soddisfazione di qualche raccolto, possono dare un grande aiuto nel far sopravvivere l'orto. 

Se la scuola ospita attività estive o se l'orto è accessibile ad una scuola estiva o, ancora, se ci sono attività di ludoteca o spazio gioco, l'orto della scuola può diventare un supporto educativo proprio per queste realtà. L'orto continua a svolgere la propria finalità educativa, sebbene rimodulata su una nuova utenza. Inutile dire che questa possibilità costituisce un elemento di cui tener conto in fase progettuale, non solo per far sopravvivere l'orto, ma per valorizzarlo nelle proprie funzioni didattiche.

C'è almeno un'altra possibilità ed è quella che piace di più a chi sta scrivendo, cioè la partecipazione delle famiglie e degli stessi insegnanti alla manutenzione estiva. C'è, in particolare, un'esperienza marchigiana che può, è il caso di dirlo, "fare scuola". Si tratta della Scuola Primaria di Cesolo, nel comune di San Severino Marche (MC), nella quale le insegnanti coinvolte nel progetto hanno ottenuto l'autorizzazione del dirigente scolastico a recarsi a scuola in estate con i bambini e le famiglie. Allo scopo è stato creato un gruppo di Whatsapp attraverso il quale sono "convocati" gli incontri nell'orto. La risposta delle famiglie è stata, nel primo anno di attivazione, buona e l'orto in estate è stato uno spazio di convivialità, condivisione e, se vogliamo, di apprendimento non convenzionale. A questa situazione fortunata possono corrisponderne infinite altre, come quella che da quasi dieci anni va avanti nella Scuola dell'Infanzia di Nave, dove lo scrivente con la saltuaria collaborazione di altri genitori cura l'orto anche nottetempo. Anche questa è una soluzione per donare alla scuola un orto capace di rispondere alle finalità educative fin dal primo giorno di attività in settembre.

Esistono altre possibilità? Probabilmente sì e il bello consiste proprio nel fatto che ogni scuola può trovare la propria soluzione e dotarla di un senso educativo.

Prima di chiudere, una piccola nota tecnica: dare acqua alle piante è un'occasione di cura e scoperta e farlo manualmente sul piano educativo è molto più arricchente che dotarsi di un impianto di irrigazione, anche se questo può risultare infinitamente più comodo ed efficace sul piano agronomico.

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[Pezzo scritto da Emilio Bertoncini - www.emiliobertoncini.com - animatore di questo blog e dell'esperienza che fa capo al sito www.ortiscolastici.it]

lunedì 8 maggio 2017

Brainstorming

Le dita hanno appena iniziato a scorrere veloci sulla tastiera e questo articolo una logica ancora non ce l'ha e, forse, nemmeno vuole averla. Si tratta, in buona sostanza, di appunti presi durante un brainstorming involontario ambientato in alcuni orti e giardini educativi.


Do you have a smartphone?

Gennaio 2017. Mi trovo nell'orto della The Bilingual School of Lucca con la classe Grade 4-5 e stiamo lavorando al progetto "Tutte le forme del grano". L'idea è assai semplice: seminare il grano in parcelle di terreno aventi una forma geometrica definita e, per lo più, inusuale. Ai quasi ovvi quadrato e rettangolo si affiancano il cerchio, due tipi di triangolo (equilatero e rettangolo), il trapezio, la stella e l'esagono. Siamo alle prese proprio con quest'ultimo che, come tutti quelli successivi al cerchio, ospiterà l'orzo al posto del grano. E', infatti, ormai tardi per la semina del frumento. Gli studenti stanno cercando di capire come si potrebbe tracciare l'esagono sul terreno. Il loro compito, infatti, è quello di disegnare le figure sul terreno per poi procedere alla sua lavorazione e alla semina. Per le altre forme un po' di ragionamento e creatività sono bastati, ma l'esagono mette tutti a dura prova. All'improvviso Daniel mi chiede se ho uno smartphone. Rispondo di sì e glielo porgo. Pochi minuti dopo ci troviamo intenti ad eseguire le istruzioni del video trovato su YouTube che descrive il modo di tracciare un esagono. Il video fa uso di fogli A4 e compasso. Noi abbiamo un prato, dei bastoncini e del filo, ma il risultato è lo stesso: poche ore dopo i bambini della sezione Kindergarden seminano orzo in una parcella a forma di esagono! per esser precisi, un esagono inscritto in un cerchio di raggio 150 cm.

Rifletto sulle opportunità dei nativi digitali: per loro non sarà essenziale un bagaglio di nozioni, ma l'abilità di trovarle.


Ecco un treno lungo lungo...

Nell'anno educativo 2015/2016 ho introdotto in alcuni nidi d'infanzia del Comune di Quarrata (PT) gli orti in cassetta. Si tratta di piccoli orticelli mobili realizzati utilizzando come contenitore le cassette con cui arriva la frutta nei negozi o, più semplicemente, nella mensa del nido. Non costano niente e consentono di realizzare orticelli anche laddove non c'è terreno disponibile. In tal senso, si prestano soprattutto a collocare dei frammenti di orto all'ingresso dei nidi, dove i bambini passano due volte al giorno e dove possono gradualmente familiarizzare con gli ortaggi che crescono. Il loro allestimento, poi, costituisce una ghiottissima occasione per far manipolare materiali naturali ai bambini.
Una delle sorprese di quest'anno è stata la comparsa nel nido comunale di Via Lippi di orticelli in cassetta realizzati in autonomia dalle educatrici. Disponendo di cassette di legno, l'idea è stata quella di dipingerle aggiungendo un tocco di colore ed estetica. La collocazione di questi piccoli orti è altrettanto significativa: si trovano nel lungo vialetto d'ingresso dove pavimentazioni artificiali e cancellate di metallo fanno la parte del leone. Il percorso di ingresso (e di uscita) si è gradualmente arricchito di ortaggi. La svolta, se così si può dire, è arrivata in occasione di un laboratorio pomeridiano svolto con le famiglie dei bambini durante il quale, in un sussulto di creatività, le cassette hanno preso la forma di locomotiva e vagoni di un treno che, più che un orto, è divenuto un giardino che dà il benvenuto e l'arrivederci ai bambini che arrivano e partono dal nido.

Rifletto sulle opportunità generate dall'incontro tra figure professionali diverse, come l'esperto di orticoltura didattica e le educatrici dei nidi.


Non buono e cattivo tempo, ma buono e cattivo equipaggiamento

Suona più o meno così il motto di Robert Baden Powell e in questo maggio del 2017, nel quale arrivano le piogge che hanno latitato per gran parte dell'inverno e della primavera, sembra essere un'espressione ricorrente. Proprio quando il calendario è più fitto di impegni, i giorni di pioggia rischiano di mandare a monte tutta la programmazione. Se non la pioggia, è il rischio della stessa che spesso induce a rinviare l'attività. La fortunata combinazione della coltivazione effettuata mediante varie tipologie di contenitore e l'impiego di due gazebo mobili diviene una sorta di panacea tanto ai timori, quanto alla pioggia vera e propria. I gazebo offrono una superficie coperta sotto la quale spostare orti in cassetta dai quali raccogliere lattughe, fioriere nelle quali piantare nuovi ortaggi e il kit orto in terrazzo che utilizzo da alcuni anni in varie esperienze di orticoltura didattica. L'orto si sposta sotto una copertura temporanea e tutto torna ad essere possibile.

Rifletto su quanto l'aver abbandonato la fisionomia dell'orto tradizionale abbia offerto e continui ad offrire opportunità e su quanto l'orto sia un pretesto per stare fuori anche quando il tempo è brutto.


A me piace la lattuga, non l'insalata

Iniziamo col sole e terminiamo sotto una pioggia battente, ma più di 40 bambini partecipano alla raccolta delle lattughe cresciute nella serra della scuola, alla loro preparazione e a una grande degustazione. Protagoniste le classi prima e seconda della scuola primaria di Nave, alle porte di Lucca. E' un progetto importante, sebbene piccolo, quello che abbiamo portato avanti quest'anno. Abbiamo coltivato le lattughe e stiamo ancora coltivando le patate. Le prime in tanti piccoli orti in cassetta, le seconde in piena terra. L'importanza dell'esperienza deriva dal fatto che, per la prima volta, si realizza una sostanziale continuità educativa e i bambini che nello stesso plesso hanno coltivato l'orto nei tre anni di scuola dell'infanzia ora lo fanno alla scuola primaria. Tra i bambini coinvolti c'è mio figlio che, con mia grande sorpresa, ripete l'assaggio delle lattughe (ben lavate e condite) più volte. Mentre torniamo a casa mi dice che ha mangiato la lattuga quattro volte e che non capisce perché da una vita gli diamo l'insalata mentre a lui piace la lattuga. Sul momento resto interdetto, poi mi dico che una differenza tra la lattuga che mangia di solito (quella che lui chiama "l'insalata") e quella mangiata a scuola (la lattuga!) c'è e si chiama freschezza. La lattuga mangiata a scuola era ancora viva mentre la masticava, quella che mangia a casa o alla mensa non deve essere più tanto vivace. Quest'ultima a volte non vede il sole da giorni. C'è un'altra cosa che potrebbe influire: quella mangiata a scuola è "la nostra lattuga", quella fatta col nostro lavoro e la nostra pazienza.

Rifletto su quale influenza hanno su di noi le parole e le esperienze.


Curare i bisognosi

Marzo 2017 rimarrà negli annali per il successo dei corsi che propongo periodicamente sul tema degli orti scolastici. Presso la The Bilingual School Of Lucca, che solitamente li ospita, ne svolgo ben due con 36 partecipanti che arrivano da quasi tutte le regioni d'Italia. E' durante la prima mattina del primo dei due corsi che si riflette sull'opportunità offerta dall'orto di incentivare il senso della cura. Accade in ogni corso, ma questa volta un'esperienza raccontata da una delle partecipanti rende tutto diverso. L'episodio cui fa riferimento ha per protagonisti, oltre ai bambini, alcune piantine destinate ad esser messe a dimora. Il problema è che sono disponibili tante piantine quanti sono i bambini, ma una è davvero sofferente e malandata. Per questo le educatrici si chiedono come reagirà il bambino o la bambina che la riceverà e temono che ci sia un rifiuto e che nessuno la voglia. Sorprendentemente, succede l'esatto contrario: i bambini notano subito la piantina malandata e tutti la vogliono. Perché? Perché accudire una pianta che sta bene non è aiutare qualcuno, mentre prendersi cura della pianta che sta male lo è. L'aula (quella del corso) si infiamma riflettendo su questo fatto: l'orto e il giardino sono un buon metodo per lavorare sul senso della cura!

Rifletto e penso a quante volte i bambini siano stati in grado di dare vita ad esperienze che mai avevo pensato o programmato, di solito insegnando qualcosa a noi adulti.


A pranzo fuori

"Affinché non ci sia tradimento" è il titolo di un paragrafo del mio libro "L'orto delle meraviglie". L'espressione si riferisce al fatto che troppo spesso tra i bambini e l'assaggio dei prodotti dell'orto si frappongono ostacoli dovuti ad una rigida interpretazione delle norme igieniche. Noi che coltiviamo orti a scuola, però, comprendiamo bene il valore educativo dell'assaggio di ciò che si è prodotto e il pericolo di distruggere le basi di un percorso se solo insinuiamo il dubbio che il nostro raccolto non sia sicuro perché non controllato. E' importante, invece, far capire come funziona la filiera del cibo che mangiamo e, soprattutto, quali sono le soluzioni per garantire l'igiene degli alimenti. Modalità di raccolta, lavaggio e gestione degli ortaggi sono, quindi, temi rilevanti di ogni assaggio. Educhiamo (anche) alla buona igiene alimentare. Non mancano, però, due elementi che accomunano molte culture del nostro pianeta: la convivialità e il senso di comunità che deriva della condivisione del cibo. E quello che raccogliamo nell'orto possiamo anche mangiarlo nello stesso orto allestendo una tavola bella e sicura.

Rifletto e penso a quante opportunità educative si perdono facendosi schiacciare dal peso di responsabilità vere e presunte.


Oltre la strada

L'orto a scuola è un'esperienza che può risultare molto coinvolgente per i bambini, ma rischia di trasmetterne un'idea univoca, mentre al mondo i modi di coltivarlo e le fisionomie dell'orto sono molte e diverse. Poterne visitare uno diverso, che risponde a obiettivi differenti, contribuisce ad arricchire l'esperienza. Trovare un orto nei paraggi, soprattutto per le scuole di città, può non essere facile. Una sbirciatina su Google Maps può, però, riservare delle sorprese. Non sono pochi, infatti, gli orti nascosti dietro siepi e muri, soprattutto nei centri storici. A volte, però, per scoprirli basta guardare poco oltre... diciamo oltre la strada e il muretto che chiude la resede della scuola. E' quanto accade a Nave (LU) dove l'osservazione dell'orto di prossimità, quello del nonno di una della bambine della scuola, può avvenire lanciando lo sguardo oltre la strada. E l'occasione è ghiotta per scoprire che l'orto avente obiettivi produttivi è diverso da quello educativo che facciamo a scuola!

Rifletto su come la scuola possa avere risorse a pochi metri dall'edificio che la ospita e su quanti siano gli ostacoli che ne impediscono la valorizzazione. Mentre lo faccio decido di contattare il nonno-orticoltore e di organizzare una gita nel suo orto.


Guarda chi è venuto a trovarci!

La semina del grano è andata male, molto male. I colombi, infatti, hanno mangiato tutti i semi (o quasi). Ci riproviamo con l'orzo poiché è ormai gennaio avanzato. Siamo nell'orto-giardino di un nido e, dopo aver smosso un po' la terra che già aveva ospitato i semi del grano, ci apprestiamo a seminare il nuovo cereale. Con l'impertinenza propria dei colombi, uno di loro si presenta tra i bambini che ancora tengono in mano i semi e... reclama il proprio pasto! Da agricoltori provetti avremmo più di un motivo per protestare, ma l'occasione di vedere da vicino un rappresentante della fauna urbana è una tentazione troppo grande. E' per questo che di lì a poco lanceremo un po' di semi di orzo nel prato per far sostare il più possibile il nostro impavido piccione. L'incontro si protrae per un po', poi lui se ne va sazio e noi proseguiamo nella semina. La nostra nuova parcella circolare di orzo è destinata ad esser protetta con un telo di tessuto non tessuto ben fissato a terra su tutto il perimetro per difendere i semi appena nascosti sotto terra, ma il colombo è ormai la star del giorno.

Rifletto su quanto spesso diamo per scontate cose che non lo sono. Per esempio, non è affatto scontato che i bambini di un nido conoscano i colombi.


Gli appunti di questo brainstorming sembrano non finire mai, ma è giunto il  momento di far sedimentare esperienze e riflessioni. Non c'è una conclusione da trarre, ma il consolidarsi di una consapevolezza: agire a favore delle esperienze che divengono fattore educativo e lasciar perdere la rigida programmazione di un'attività, spesso aumenta l'utilità del progetto di orticoltura didattica a scuola (e nei nidi).


[Articolo a cura di Emilio Bertoncini]